{"id":410,"date":"2018-03-29T23:59:27","date_gmt":"2018-03-29T21:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/telodicoio.it\/sanponzo\/?page_id=410"},"modified":"2018-03-30T01:03:34","modified_gmt":"2018-03-29T23:03:34","slug":"il-villaggio-e-le-vacche-varzesi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/telodicoio.it\/sanponzo\/la-grotta-e-il-paese\/il-villaggio-e-le-vacche-varzesi\/","title":{"rendered":"Il villaggio e le vacche varzesi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Di come fu edificato in pietra il villaggio e la merda di vacca varzese divenne miracolosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Or \u00e8 noto che le pie donne di Biagasco si erano di fatto trasferite alle falde della collina ove San Ponzo si era rifugiato (dando il la alla definizione di quelle persone che scappavano dai luoghi nativi e che da allora vennero chiamati rifugiati, cio\u00e8 ri-fugiati, ossia pi\u00f9 volte in fuga, come a Ponzo era toccato di fare da Roma alla nostra valle).<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Le pie donne avevano eretto un accampamento di tende e i marmocchi nascevano copiosi, per cui si erano portate anche le vacche, per nutrire i figli, ma anche per essere pi\u00f9 sollecite nel preparare caciotte e tagli di manzo con i quali omaggiare il santo.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">A furia di caciotte e manicaretti, che Ponzo era costretto a ingurgitare tutti, al santo, pur regolarissimo nelle sue funzioni di evacuazione, capit\u00f2 di ingolfarsi, di imbarazzarsi la pancia, di avere un peso sullo stomaco. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Insomma, non cagava pi\u00f9, con sommo sconforto delle devote, che, come si sa, raccoglievano e facevano commercio della merda santa.<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Venne dunque convocata una fattucchiera, tal Matilde Bucorotto, detta per motivi ignoti La Sativa, la quale prepar\u00f2 in un calderone un minestrone fatto con ingredienti la cui esatta composizione non \u00e8 nota. A noi risulta che contenesse del nitrato e dell&#8217;olio di glicerina, forse zucchine e prugne secche, ma di pi\u00f9 non sappiamo.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 stato anche rinvenuta una pergamena, probabilmente redatta da Matilde stessa, che riportava parte della ricetta: \u201cIl minestrone nel calderone si fa sol con peperone, ben schiacciato, a formar un pappone, con tre quarti di uno zuccone e un quartino di amarone (per chi ha sete mentre cucina: non va messo nel minestrone).<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Uno studio di un frate di Biagasco sostiene che nitrato sia un errore, poich\u00e9 Matilde Bucorotto era amante dei cavalli e da loro estraeva il nitrito, a base di acido ascorbico e ricco di ferro che, essendo pesante, porta tutte le feci in fondo all&#8217;intestino.<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Conciosiaccosacch\u00e9 San Ponzo fu indotto ad ingurgitare un&#8217;intera pentola di tal minestrone. Pass\u00f2 il giorno e nulla avvenne, per cui le devote si ritirarono all&#8217;accampamento per riposare. Ponzo se ne stava raggomitolato in un cantuccio, tenendosi la pancia e facendo ohi ohi.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Quando si ritir\u00f2 nella grotta, tent\u00f2 di dormire, ma il dolore era troppo e continuava a rivoltarsi nel letto. Gira che si rigira, fin\u00ec per miscelare a dovere i nitriti con la glicerina. A quel punto bast\u00f2 la leggera vibrazione di una scorreggetta, per far reagire la nitroglicerina che gli si era formata in pancia (venne definita \u201cuna mossa avventata\u201d o, pi\u00f9 esattamente \u201ca ventata\u201d) .<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Nel pieno di quella notte, grida e ululati sovrumani si udirono provenienti dalla valle del Semola. Tosto seguirono rombi che facevano tremare la terra e in cielo apparve un&#8217;aurora boreale, qual non si vedeva dai tempi della cosiddetta Tregenda di San Sebastiano (se ne veda la pagina dedicata).<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Pass\u00f2 poco che al tuonare continuo si aggiunse un frastuono di alberi abbattuti. Era la merda di San Ponzo, che al suo passare divelse le piante e spazz\u00f2 l&#8217;accampamento. Le donne fecero giusto in tempo a portare i figlioletti sulle falde di un colle, ma nulla poterono fare per il bestiame, che rimase immerso fino al collo per giorni e giorni, riducendosi cos\u00ec a mangiare la merda di San Ponzo.<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">E avvenne il miracolo o la mutazione o quel che l&#8217;\u00e8: le vacche quasi cessarono di produrre latte e a loro volta cagavano copiosamente. Tutta la Valle era ricoperta di merda di varzese e a stento qualche spiga di grano, qualche alberello di mele ne emergeva. Quale non fu lo stupore di tutti, quando si resero conto che quei frutti e la merda stessa erano in grado di guarire ogni male, poich\u00e9 i benefici del latte nelle varzesi vennero dirottati verso la materia fecale. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Il villaggio venne ricostruito, in pietra questa volta (a scanso di altre ondate), e gli si dette il nome del Santo, unito a quelli del torrente, che sempre da lui aveva preso nome (come altrove specificato nel sito) e tanta dovizia di benefici aveva arrecata.<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Da allora a San Ponzo Semola si celebr\u00f2 con riti dionisiaci quella notte miracolosa, che venne chiamata la Notte di Valpurga.<\/span><\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Per la precisione, era la notte del 30 aprile, che San Ponzo considerava mese benedetto e pronunciava \u00c0prile (con l\u2019accento sulla a).<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span lang=\"it-IT\">Matilde Bucorotto venne canonizzata (per l&#8217;esattezza &#8220;cannonizzata&#8221;, secondo il rito ponzano) da San Ponzo stesso, il quale, grato per la sua opera, ma timoroso che gli propinasse un altro minestrone, la invi\u00f2 oltralpe, ove divenne Valpurga di Heindenheim, dalla quale i Bavaresi trassero il rito notturno.<\/span><\/span><\/span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di come fu edificato in pietra il villaggio e la merda di vacca varzese divenne miracolosa. 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